I progetti degli Amici dell’Hospice

Fatti a mano laboratorio creativo in Hospice

Fatti a mano: laboratorio creativo in Hospice

Tra i nuovi progetti degli Amici dell’Hospice, l’ultimo in ordine di tempo è il laboratorio creativo. Un’idea nata grazie alla collaborazione di Rossana Geraci, funzionaria del Comune e animatrice della biblioteca comunale di Siracusa, accolta con entusiasmo dai volontari.
Insieme alle volontarie della biblioteca, sono stati realizzati degli angioletti bianchi come addobbi dell’albero di Natale dell’Hospice.
La Pasqua 2016 è stata, invece, l’occasione per avviare un vero e proprio laboratorio di taglio e cucito in Hospice per la realizzazione delle decorazioni delle tradizionali uova di Pasqua: i volontari, insieme ai pazienti che, di volta in volta, hanno scelto di partecipare, hanno realizzato dei coniglietti colorati che hanno arricchito la confezione delle uova.

Yakinthos: il laboratorio di pittura​

Ὑάκινθος, il laboratorio di pittura in Hospice, è un momento d’incontro durante il quale ci si ritrova intorno a un tavolo, appositamente predisposto, a dipingere su formati di medie dimensioni, alla presenza silenziosa di uno psicologo e di un artista.
L’Arte è strumento per esprimere sensazioni, emozioni, pensieri; il tratto della matita e la pennellata di colore aiutano a confrontarsi con il proprio dolore e i propri stati d’animo, condividendoli con gli altri senza bisogno di parole. Il laboratorio non è una scuola d’arte e gli incontri non si sono mai trasformati in lezioni di pittura: chi partecipa al laboratorio non è presente per imparare a dipingere, ma per lasciare traccia del particolare momento della sua vita in modo immediato e disponendo del corretto ambiente espressivo.

Yakinthos - laboratorio di pittura Amici Hospice Siracusa
Anesis: il cibo per accogliere e prendersi cura dell'altro

Anesis: il cibo per accogliere e prendersi cura dell'altro

Durante l’ Ἄνεσις in Hospice, secondo una tradizione che affonda le origini nell’antica ospitalità greca, gli inossidabili volontari creano un momento di incontro, condivisione, amicizia e gioia e tenera nostalgia in cui il cibo, le pietanze da loro preparate è protagonista e medium che veicola la relazione. Pazienti, familiari, equipe e volontari si ritrovano insieme per assaporare i manicaretti, lo sciogliersi del gelato tra le labbra sempre troppo riarse, il profumo della pizza, in una forma di catarsi collettiva che avviene due volte la settimana, tutte le settimane. 
Il fermento – Zyme – che lega l’azione delle volontarie parla con l’enzima della speranza e dell’esistere che ogni cuore serba anche nelle condizioni più estreme del proprio esistere. Il fermento che dentro anima ogni azione dell’equipe a cui il gruppo di volontari appartengono in modo assolutamente integrante, accelera la condivisione di intenti; traduce quel “prendersi cura” che, navigati i bisogni, inventa un nuovo linguaggio che indica non “cosa” curare ma “come” curare.

Ninfee: prendersi cura di sé anche nel fine vita

Il progetto Ninfee si prefigge di valorizzare la persona nella sua integrità, con l’obiettivo di prendersi cura della persona nel corso del suo fine vita e di chi di lei si occupa, mettendo a disposizione gratuitamente presso l’Hospice i servizi di Parrucchiere, Estetista e Barbiere. I professionisti sono stati formati per avere strumenti di pertinente conoscenza sul fine vita e la realtà delle cure palliative, accompagnati sull’importanza della comunicazione e dell’ascolto.
Pazienti e familiari, mentre consegnano il loro corpo, affidano la loro esperienza personale, donano infinite narrazioni, raccontano la sofferenza attraverso storie reali che 
 diventano condivisibili e si trasformano in risorsa. Particolare attenzione è rivolta work in progress agli stati d’animo e al vissuto, mediante uno gruppo mensile condotto dallo psicologo, quale contenitore emotivo che consente di narrare le esperienze agite, le difficoltà incontrate, i sentimenti provati.

Il progetto Ninfee, prendersi cura di sé anche nel fine vita